L’audit è stato presentato, le spiegazioni sono chiare e l’azienda ha deciso di intervenire. Inoltri il documento allo sviluppatore. Dopo qualche giorno arriva una domanda: «Da quale pagina devo partire? E come capiamo quando il lavoro è finito?».
Nel frattempo il report resta nella cartella condivisa. Tutti hanno capito il problema, però ciascuno immagina un intervento diverso. Per il titolare basta sistemare il sito. Per chi deve metterci mano servono indirizzi, materiali, autorizzazioni e un risultato preciso da ottenere.
È un passaggio importante di che cosa fare dopo un audit SEO, cioè dopo l’analisi che individua gli ostacoli alla visibilità del sito sui motori di ricerca. Una diagnosi accettata deve diventare un insieme di consegne: lavori abbastanza definiti da poter essere stimati, assegnati e verificati.
Qui partiamo proprio da una diagnosi già condivisa. Se hai ancora dubbi sulle conclusioni ricevute, conviene prima chiarirli: nella guida su come riconoscere una diagnosi SEO ragionata spiego quali prove chiedere. Il passo successivo riguarda invece il modo in cui trasformare quella spiegazione in lavoro eseguibile.
Una raccomandazione lascia ancora diverse decisioni aperte
«Sistemare i documenti che non si aprono» può essere una raccomandazione sensata. Per realizzarla, però, qualcuno deve sapere quali documenti sono coinvolti, dove si trovano i file corretti e che cosa deve accadere aprendo i vecchi collegamenti.
Se queste informazioni mancano, lo sviluppatore deve ricostruirle. Potrebbe chiedere chiarimenti, rimandare l’attività oppure scegliere una soluzione diversa da quella che l’azienda si aspetta. Il tempo passa senza che il problema sia stato risolto, anche quando tutti sono disponibili a lavorarci.
Una consegna utile riduce questo spazio di interpretazione. Descrive il punto di partenza, il comportamento da ottenere e la prova che permetterà di accettare il lavoro. Chi esegue conserva il compito di proporre la soluzione tecnica adatta al sito; l’azienda e il consulente rendono esplicito ciò che quella soluzione deve permettere di fare.
A mio giudizio, scrivere prima la prova finale è uno dei modi più efficaci per chiarire una richiesta. Se nessuno sa spiegare come riconoscerà il risultato, probabilmente manca ancora una decisione prima di iniziare.
Prima consegna: far arrivare il cliente al documento che è stato spostato
Immagina un’azienda che abbia riorganizzato i documenti dei propri macchinari. Una scheda tecnica è stata spostata a un nuovo indirizzo. Il contenuto è quello corretto, però i collegamenti presenti nelle vecchie email continuano a portare all’indirizzo precedente e il cliente trova “documento non disponibile”. L’audit ha già verificato lo spostamento e individuato la nuova destinazione equivalente.
La richiesta iniziale è: «Correggere il collegamento alla scheda tecnica». Lo sviluppatore potrebbe aggiornare soltanto il pulsante sul sito. Chi apre una vecchia email continuerebbe a incontrare il problema. La richiesta va quindi precisata: deve funzionare anche l’accesso dal vecchio indirizzo.
In questo caso si può usare un reindirizzamento permanente: una risposta del sito che porta automaticamente dal vecchio indirizzo al nuovo. Il codice tecnico 301 comunica che lo spostamento è definitivo. Google descrive questo uso nella documentazione sui reindirizzamenti. Per l’azienda conta soprattutto il comportamento: il cliente apre il vecchio link e raggiunge la scheda giusta.
La consegna può essere scritta così, allegando gli indirizzi effettivi del progetto:
| Campo | Consegna da condividere |
|---|---|
| Punto di partenza | La scheda tecnica è disponibile al nuovo indirizzo; quello precedente non permette più di raggiungerla. Allegare entrambi gli indirizzi. |
| Risultato atteso | Aprendo il vecchio indirizzo si arriva direttamente alla scheda tecnica equivalente, senza passare dalla homepage. |
| Lavoro richiesto | Impostare il reindirizzamento permanente dal vecchio indirizzo al nuovo e aggiornare i collegamenti interni indicati nell’elenco allegato. |
| Chi esegue | Lo sviluppatore o chi gestisce il server, secondo gli accessi e le competenze necessari. |
| Che cosa deve esserci prima | Il referente aziendale conferma che il documento di destinazione sia quello corretto e lo renda disponibile stabilmente. |
| Prova di accettazione | Controllare che il vecchio indirizzo risponda con codice 301 verso la destinazione concordata; verificare che il file finale si apra e contenga la scheda giusta. Riprovare anche dai collegamenti aggiornati sul sito. |
| Traccia della verifica | Elenco vecchio/nuovo indirizzo, risultato tecnico del controllo, data e nome di chi ha verificato il documento. |
La scheda separa due verifiche complementari. Il tecnico controlla che il trasferimento funzioni come concordato. Il referente aziendale conferma che si apra il documento del macchinario giusto. Un reindirizzamento può essere tecnicamente funzionante e portare comunque alla scheda di un prodotto diverso.
Il lavoro riguarda questo spostamento già verificato. Non autorizza a mandare ogni documento mancante verso un file qualsiasi: quando manca una destinazione equivalente, bisogna tornare alla diagnosi e decidere come gestire quel singolo caso.
Seconda consegna: collegare una guida al servizio pertinente
Considera ora un’azienda che pubblica una guida sulla manutenzione degli impianti e offre proprio quel servizio. L’analisi ha già individuato un punto del testo in cui il lettore avrebbe bisogno di proseguire verso la pagina commerciale. Le due pagine esistono e la scelta del collegamento è stata approvata.
La raccomandazione «migliorare i link interni» lascia ancora aperto quasi tutto. I link interni sono i collegamenti tra pagine dello stesso sito: per inserirne uno servono una pagina di partenza, una destinazione e parole che spieghino dove porterà il clic.
In questo esempio il lavoro può diventare: aggiungere, nel passaggio concordato della guida, il collegamento alla pagina del servizio di manutenzione. Il testo del link deve aiutare a capire che lì si trovano le informazioni sull’offerta, senza promettere qualcosa che la pagina di destinazione non presenta.
Google raccomanda collegamenti realizzati nel codice con un elemento a e un attributo href, cioè con un link che contenga l’indirizzo da raggiungere. Raccomanda anche parole descrittive. Sono indicazioni della guida ai collegamenti: il controllo del codice può essere affidato al tecnico, mentre il cliente può verificare che testo e destinazione siano coerenti.
| Campo | Consegna da condividere |
|---|---|
| Pagine coinvolte | Indicare l’indirizzo della guida e quello della pagina del servizio già approvata. |
| Posizione e testo | Allegare il paragrafo da aggiornare e la frase approvata che conterrà il collegamento. |
| Risultato atteso | Il lettore trova il collegamento nel passaggio concordato, ne comprende la destinazione e raggiunge la pagina del servizio. |
| Chi esegue | Chi gestisce i contenuti; coinvolgere lo sviluppatore se il sistema di pubblicazione impedisce di inserire il collegamento correttamente. |
| Che cosa deve esserci prima | Pagina di destinazione disponibile e testo approvato dal referente che conosce il servizio. |
| Prova di accettazione | Verificare testo, posizione, indirizzo di destinazione e presenza del link nel codice; provare il percorso sulla pagina pubblicata, anche da telefono. |
| Traccia della verifica | Indirizzo della guida aggiornata, paragrafo modificato, esito della prova e persona che lo ha controllato. |
Adesso la consegna ha un confine. Non richiede di riorganizzare tutti i collegamenti del sito e non assegna allo sviluppatore il compito di scegliere l’offerta da promuovere. Queste decisioni sono state prese prima e diventano materiali di lavoro.
Se l’intervento riguarda un intero gruppo di guide, l’elenco deve riportare le pagine coinvolte. Una prova su una sola guida dimostra il risultato su quella guida; per estenderla alle altre occorre verificare la regola comune e concordare quali controlli aggiuntivi eseguire.
L’ordine dei lavori dipende anche da ciò che deve essere pronto prima
Le due schede mostrano perché assegnare una data non basta. Il reindirizzamento dipende dalla disponibilità del documento giusto. Il collegamento nella guida dipende dalla pagina del servizio e dal testo approvato. Sono dipendenze: condizioni che devono essere soddisfatte perché un’attività possa essere eseguita e controllata.
Se il documento deve ancora essere validato dal responsabile prodotto, la riga va segnata come “in attesa del documento approvato”, con il nome della persona che lo deve fornire. Scrivere soltanto “in lavorazione” farebbe pensare che il tecnico possa già procedere.
Questo ordine operativo è diverso dalla scelta di dove investire il budget. Qui l’azienda ha già approvato gli interventi: sta stabilendo quali materiali e passaggi servano per realizzarli. Quando manca una decisione che cambia il lavoro, va risolta prima di trattare la consegna come pronta.
Per coordinarsi può bastare un foglio condiviso. Ogni attività ha un identificativo, il rimando alla scheda, una persona incaricata, ciò che manca, la data concordata e lo stato. Il livello di dettaglio deve permettere a chi legge di capire quale sia la prossima azione concreta.
“Pubblicato” e “verificato” sono due momenti diversi
Lo sviluppatore comunica che il reindirizzamento è online. È il momento di eseguire la prova scritta nella scheda. Se si apre il documento sbagliato, la modifica è pubblicata, però la consegna resta da correggere. Se il vecchio indirizzo conduce alla scheda corretta e i controlli concordati passano, puoi registrare il lavoro come verificato.
Conserva anche la data di pubblicazione e quella del controllo. Se il problema ricompare dopo un aggiornamento, queste informazioni aiutano a ricostruire quando il comportamento era corretto e quale modifica successiva meriti una verifica.
Prima degli interventi tecnici concordate inoltre dove provarli e come ripristinare la situazione precedente in caso di problemi. Dopo la pubblicazione il controllo va ripetuto sul sito pubblico: una prova riuscita sulla copia di test non dimostra che la stessa modifica sia arrivata online.
La verifica della consegna riguarda il comportamento concordato. L’effetto sui risultati aziendali richiede un’osservazione successiva. Nel primo esempio puoi dimostrare che il cliente raggiunge di nuovo il documento. Per sapere se questo abbia aumentato le richieste servono dati ulteriori; la riuscita della prova tecnica, da sola, non lo dimostra.
Da dove ripartire se l’audit è ancora fermo
Prendi una raccomandazione già approvata e prova a descriverla con le persone coinvolte. Individuate le pagine, scrivete che cosa deve succedere dopo la modifica, raccogliete i materiali mancanti e stabilite chi eseguirà la prova finale. Se emerge una domanda senza risposta, assegnate prima quel chiarimento.
Il primo risultato sarà una consegna che qualcuno può prendere in carico sapendo quali informazioni ha e quando dovrà fermarsi per chiedere una decisione. Da lì diventa più semplice organizzare anche gli altri interventi.
Nella pagina del servizio di audit SEO trovi il quadro dell’analisi e dell’affiancamento all’implementazione. Se il documento è già sulla tua scrivania, descrivimi quali raccomandazioni sono rimaste ferme dopo l’audit. Partiamo da una di quelle e da ciò che manca per renderla eseguibile.