Ti arriva una proposta per far trovare la tua azienda su ChatGPT e sugli altri strumenti di intelligenza artificiale. Ne chiedi una seconda. Una parla di articoli e controlli mensili, l’altra di modifiche al sito. I prezzi sono diversi e, dopo averle lette, la domanda è ancora la stessa: «In pratica, che cosa faranno per noi?»
Se sei il titolare, vuoi capire se vale la pena spendere quei soldi. Se segui il marketing, devi spiegare la scelta alla direzione e sapere quanto lavoro finirà sulle spalle del tuo team. Magari hai già un’agenzia, un sito da aggiornare e una lista di cose rimaste indietro. Aggiungere un altro fornitore deve avere un senso.
Nei preventivi puoi trovare la sigla GEO. Si usa per indicare il lavoro sulla presenza dell’azienda nelle risposte dell’intelligenza artificiale: se viene nominata, che cosa viene detto e quali pagine vengono segnalate. Per scegliere il consulente, però, serve andare oltre il nome del servizio.
La proposta dovrebbe permetterti di rispondere a tre domande: quale problema affrontiamo, che cosa farà il consulente e che cosa dovremo fare noi? Da lì diventa più facile confrontare il prezzo, chiedere chiarimenti e decidere se partire. Vediamo come, con un esempio che potrebbe riguardare un’azienda lontana dal mondo della SEO.
Parti da quello che vuoi ottenere per l’azienda
Immagina un’azienda che produce arredi su misura per hotel. È un caso inventato, che useremo per seguire la scelta dall’inizio alla fine.
Il titolare prova a chiedere a un assistente AI quali fornitori contattare per rinnovare le camere di un albergo. Compaiono altre aziende. La sua no. Gira la risposta al responsabile marketing: «Come mai loro ci sono e noi no?».
È una preoccupazione comprensibile. Prima di chiedere a qualcuno di risolverla, però, vale la pena capire che cosa interessa all’azienda. Vuole vendere arredi per piccoli hotel italiani? Lavorare con catene alberghiere? Farsi conoscere dagli studi di architettura che scelgono i fornitori per i loro clienti? Sono persone e lavori diversi.
Se il cliente che cercate gestisce un hotel da ristrutturare, la domanda utile può essere: «Chi può seguire un progetto di arredamento su misura, dalla progettazione alla consegna?». Entrare in un elenco generico di marchi di mobili potrebbe servire molto meno.
Quando parli con il consulente, racconta quindi che cosa vendi, a chi e quale problema vuoi affrontare. Per esempio: «Vorremmo essere presi in considerazione da chi sta rinnovando un hotel. Il sito oggi mostra i prodotti, ma spiega poco come seguiamo il progetto».
Adesso c’è qualcosa di concreto su cui lavorare. Il consulente può verificare come viene descritta l’azienda e quali informazioni mancano. Tu puoi chiedergli di spiegare perché le attività proposte dovrebbero aiutare proprio quel lavoro.
Se invece vi servono ordini entro poche settimane per coprire un calo delle vendite, dillo subito. Un incarico sulla visibilità AI, da solo, non è una risposta certa a un’urgenza commerciale. Quel vincolo può cambiare le priorità e va discusso prima di impegnare il budget.
Il consulente deve capire come comprano i tuoi clienti
Torniamo all’azienda di arredi. Il marketing potrebbe partire dalle domande che arrivano già ai commerciali: «Potete occuparvi anche del montaggio?», «Lavorate fuori regione?», «Riuscite a consegnare prima dell’apertura?», «Avete seguito hotel delle nostre dimensioni?».
Queste domande aiutano a capire che cosa conta quando un cliente sceglie il fornitore. Il consulente può usarle per leggere il sito e controllare che cosa rispondono gli strumenti AI in situazioni simili.
Chiedigli di mostrarti le domande che intende controllare. Se sono tutte del tipo «Quali sono le migliori aziende di arredamento?», chiedi come si collegano ai clienti che volete raggiungere. Un elenco lungo di domande può sembrare un lavoro importante, ma deve aiutarti a capire qualcosa che riguarda la tua azienda.
Alcune domande arriveranno dai vostri contatti; altre saranno proposte dal consulente per fare delle prove. Basta che lo dica chiaramente. Una frase immaginata per un test non dimostra che i clienti la usino davvero.
C’è poi una cosa semplice da chiedere: «Come fate a confrontare le risposte nel tempo?». Vorrei poter vedere la domanda usata, lo strumento, la data e la risposta completa. Se oggi si prova una domanda e il mese prossimo se ne usa un’altra, il confronto può raccontare poco di ciò che è cambiato per l’azienda.
Non devi imparare a gestire questi controlli da solo. Devi capire se il lavoro risponde alle domande dei tuoi clienti e se il consulente sa spiegarti ciò che trova.
Fatti mostrare che cosa farà, su un esempio
Supponiamo che, nelle prove sull’azienda di arredi, un assistente dica che vende mobili pronti a catalogo, mentre il lavoro principale è la produzione su misura. Il consulente ti porta quella risposta. Il passo successivo è capire che cosa propone di fare.
Può aver trovato una vecchia pagina che descrive solo i prodotti a catalogo. Oppure il sito attuale può mostrare belle fotografie senza spiegare che l’azienda segue progettazione, produzione e montaggio. Sono due cose controllabili. Da lì può nascere una proposta precisa: aggiornare quella pagina, chiarire come funziona il servizio e usare esempi di progetti realmente svolti, se l’azienda può documentarli.
Ora sai che cosa chiedergli di sistemare e quali informazioni dovrete dargli. Se una vecchia pagina contiene un errore, correggerla ha senso. Non sappiamo ancora, però, se è proprio da lì che l’AI ha preso l’informazione.
Prima dell’incarico puoi chiedere un esempio di report. Un lavoro precedente, condiviso con il permesso del cliente e senza dati riservati, può aiutare. Anche un modello preparato per mostrarti come sarà la consegna va bene, purché sia presentato come esempio e non come un risultato già ottenuto.
Guarda soprattutto che cosa succede dopo le schermate. Il report dice quali pagine cambiare? Spiega il motivo? Distingue ciò che il consulente ha verificato da ciò che vuole ancora controllare? Ti permette di assegnare un lavoro a qualcuno?
Lo stesso vale per le promesse. «Vi faremo comparire sempre nelle risposte» è una garanzia da mettere in discussione. Per le risposte AI di Google, la documentazione ufficiale lo dice chiaramente: anche quando il sito rispetta i requisiti, non è garantito che le sue pagine vengano mostrate.
Una proposta seria può impegnarsi su controlli, pagine da aggiornare e lavoro da consegnare. Le risposte dei sistemi AI restano qualcosa da osservare nel tempo. Anche per questo fare una buona SEO non basta a promettere presenza nelle risposte AI.
Chiarisci quanto lavoro resterà a voi
«Ottimizziamo il sito» può voler dire molte cose. Il consulente potrebbe mandarti una lista di modifiche, scrivere i testi oppure pubblicarli e controllare che tutto funzioni. Il preventivo deve dire quale di questi lavori è incluso.
Nel nostro esempio, chi scriverà la pagina sul servizio per gli hotel? Chi confermerà che il montaggio è disponibile nelle zone indicate? Chi sceglierà le fotografie dei progetti? E chi metterà la pagina sul sito?
Sono domande che cambiano il costo e i tempi. Il consulente può aiutare a organizzare e spiegare le informazioni, ma qualcuno in azienda deve confermare che siano vere. Chi segue le vendite conosce le condizioni offerte ai clienti. Chi segue la produzione sa quali lavorazioni sono possibili. Il marketing può coordinare il materiale, se ha il tempo per farlo.
Prima di accettare, chiedi quindi che cosa servirà da voi e con quale frequenza. Una riunione iniziale? Documenti da raccogliere? Testi da approvare ogni settimana? Il supporto di chi gestisce il sito?
Se la vostra agenzia può già fare alcune modifiche, coinvolgerla nel confronto evita di pagare due volte lo stesso lavoro. Se nessuno riesce a occuparsene, è meglio sapere subito che il preventivo termina con un elenco di indicazioni ancora da mettere in pratica.
Chiarisci anche gli accessi richiesti. Leggere i dati delle visite e modificare le pagine sono operazioni diverse. Il consulente dovrebbe spiegare a quali strumenti gli serve accedere, per fare che cosa e chi, in azienda, può autorizzarlo.
Due preventivi che sembrano simili, ma non lo sono
Mettiamo che l’azienda riceva queste due offerte. Sono inventate, come il resto dell’esempio.
La prima comprende controlli mensili e un report con le modifiche consigliate. La seconda comprende una prima analisi, la riscrittura di alcune pagine e controlli successivi. Entrambe usano la parola GEO. Il lavoro che compri è diverso.
Una tabella può aiutarti a fare il confronto senza perderti fra le presentazioni. Puoi copiare questa e sostituire le voci con quelle dei tuoi preventivi. Quando manca una risposta, scrivi «da chiarire»: sarà una domanda da inviare al fornitore.
| Da confrontare | Prima offerta | Seconda offerta | La domanda da fare |
|---|---|---|---|
| Che cosa vogliamo migliorare | Controllare se l’azienda viene nominata. | Capire se viene proposta e descritta correttamente a chi cerca arredi per hotel. | Avete considerato il tipo di cliente che vogliamo raggiungere? |
| Quali domande guardate | Un elenco già preparato. | Domande scelte anche con il commerciale. | Possiamo vederle? Da dove arrivano? |
| Che cosa riceviamo | Report e indicazioni sulle modifiche. | Analisi, testi di alcune pagine e controllo dopo la pubblicazione. | Quali pagine sono incluse? Riceviamo indicazioni, testi o modifiche già fatte? |
| Che cosa dobbiamo fare noi | Preparare i testi e far aggiornare il sito. | Fornire informazioni vere, scegliere i materiali e approvare i testi. Chi pubblica è da chiarire. | Quanto tempo dobbiamo dedicare e quali colleghi vanno coinvolti? |
| Come controlliamo il lavoro | Un nuovo report ogni mese. | Controllo delle pagine aggiornate e delle risposte alle domande concordate. | Come capiremo che il lavoro consegnato è completo? Che cosa faremo se le risposte AI non migliorano? |
| Quanto ci costa in tutto | Compenso del consulente, più il lavoro necessario per aggiornare il sito. | Analisi, testi e controlli concordati inclusi; pubblicazione e attività aggiuntive da chiarire. | Quali spese restano fuori? Che cosa continueremo a pagare dopo il primo lavoro? |
La seconda offerta può essere più adatta se l’azienda ha bisogno di aiuto anche nella scrittura. La prima può bastare se il team e l’agenzia hanno già tempo e competenze per aggiornare il sito, ma vogliono capire dove intervenire.
Conta capire quale proposta entra meglio nel lavoro che potete fare. Una lista di pagine da riscrivere, lasciata per mesi nella posta del responsabile marketing, difficilmente risolve il problema iniziale.
Il prezzo da solo non ti dice quanto spenderai
Ora puoi tornare alle cifre. Il preventivo più basso può lasciare fuori il lavoro dello sviluppatore, i testi o l’abbonamento a uno strumento. Quello più alto può includerli, oppure no. Chiedi che cosa copre ogni voce.
Metti sul tavolo anche il tempo dell’azienda. Se una proposta richiede ogni mese la raccolta di documenti, una riunione e l’approvazione di diversi testi, qualcuno dovrà farlo. Il responsabile marketing potrebbe già seguire campagne, fiera, catalogo e richieste dei commerciali. La disponibilità del team va considerata come parte della scelta.
Per i tempi, chiedi quando riceverai la prima analisi, quali pagine verranno lavorate e quando farete il punto. Sono scadenze che si possono organizzare. Chiedi poi come verranno osservate le risposte AI, tenendo distinto il calendario del lavoro dalla data in cui sperate di vedere un cambiamento.
Se nel report compare una crescita delle menzioni, prova a collegarla al problema di partenza: «Adesso l’azienda viene descritta meglio alle persone che ci interessano? Qualcuno arriva sulle pagine giuste? Le richieste sono pertinenti?». Per rispondere possono servire anche i dati del sito e le informazioni raccolte dal commerciale. Un grafico sulle menzioni, da solo, non dimostra nuove vendite.
Quando ha senso partire con un lavoro più piccolo
Potresti arrivare a questo punto e scoprire che non siete ancora pronti per un incarico continuativo. Nell’azienda di arredi, per esempio, manca una pagina che spieghi come si segue un hotel dall’idea iniziale al montaggio. Mancano anche fotografie e descrizioni aggiornate dei progetti che potete mostrare.
In quel caso può avere senso chiedere prima un lavoro limitato: leggere le pagine, controllare alcune risposte importanti e proporre le prime modifiche, con costi e attività chiariti. Alla fine dovresti avere informazioni sufficienti per decidere se continuare e come.
Se invece il problema è già chiaro e avete i materiali, potete discutere direttamente la scrittura e l’aggiornamento delle pagine. Se l’agenzia sta già facendo quel lavoro, può bastare un aiuto su una domanda specifica. È anche possibile rimandare, quando mancano budget, persone o una ragione concreta per iniziare.
Chiederei al consulente di spiegare anche queste possibilità. Per me una buona proposta deve lasciare l’azienda in grado di decidere, compresa la possibilità di fare meno di quanto immaginava all’inizio. È il criterio che guida il mio modo di impostare una consulenza.
Le domande da inviare prima di scegliere
Se i due preventivi sono ancora difficili da confrontare, puoi mandare a entrambi un messaggio come questo, adattandolo alla tua azienda:
«Vorremmo raggiungere [tipo di cliente] per [prodotto o servizio]. Il problema che abbiamo notato è [descrizione breve].
Prima di decidere, ci aiutate a chiarire quali pagine lavorerete, che cosa riceveremo e che cosa dovremo fare noi? Vorremmo vedere un esempio del report, sapere quali domande controllerete e capire quali costi restano fuori dal preventivo.
Ci serve anche sapere quando riceveremo il primo lavoro e in base a che cosa decideremo insieme se proseguire».
Le risposte ti diranno qualcosa anche sul modo di lavorare del fornitore. Chi ha capito l’azienda dovrebbe riuscire a collegare la proposta ai vostri clienti, ai materiali disponibili e alle persone che dovranno occuparsene. Se resta tutto vago, chiedi di chiarire prima di scegliere.
Se vuoi ragionarci con me, nella pagina sulla consulenza per la visibilità dell’azienda nelle risposte AI trovi il servizio e il modo per contattarmi. Mandami il sito, che cosa vendete, a chi vorreste arrivare e quali punti dei preventivi non riesci a valutare. Da lì possiamo capire quale lavoro serve davvero e se posso esservi utile.