Hai letto una proposta di consulenza SEO. Il lavoro ti interessa, però c’è una voce che ti fa rallentare: dodici mesi di incarico. Pensi alle rate mensili, a quanto può cambiare in azienda e a un’esperienza precedente in cui ricevevi report senza capire che cosa stesse succedendo.
Chiedi se si può partire con sei mesi. Il consulente risponde che la SEO richiede tempo. La spiegazione lascia aperto il dubbio più importante: che cosa faremo durante quei mesi, e come potrò controllarlo prima di arrivare alla fine?
La SEO è il lavoro che aiuta un sito a essere trovato e compreso nei risultati dei motori di ricerca. Comprende analisi, modifiche alle pagine e controlli successivi. Per scegliere la durata di un incarico serve capire quali di queste attività sono previste nel tuo progetto, chi le realizzerà e quali risorse puoi mettere a disposizione.
Sei o dodici mesi diventano una scelta ragionata quando riesci a collegarli a un lavoro preciso. Il calendario, da solo, ti dice quanto a lungo sarai impegnato. Non spiega ancora che cosa stai comprando.
La durata della consulenza e i tempi dei risultati sono due domande diverse
Un accordo di sei mesi stabilisce il periodo in cui il professionista svolgerà le attività concordate. Non dimostra che, alla scadenza, il sito avrà raggiunto una certa posizione su Google o prodotto un certo numero di vendite. Anche un accordo di dodici mesi lascia aperta questa incertezza.
Il motivo è concreto. Il consulente può analizzare il sito, preparare un testo, correggere un’impostazione o verificare una modifica. Le posizioni nei risultati dipendono anche dai sistemi del motore di ricerca e da ciò che offrono gli altri siti. Le richieste dei clienti dipendono poi dalla domanda, dall’offerta dell’azienda e da ciò che le persone trovano quando arrivano sulla pagina.
Google stessa mette in guardia dalle garanzie di prima posizione e raccomanda di chiedere spiegazioni sul lavoro proposto. Questo non impedisce di fissare obiettivi e verifiche. Impedisce di trattare una scadenza contrattuale come una certezza sul comportamento del motore di ricerca.
Per la domanda «quando potrò vedere un cambiamento?» ho scritto un approfondimento sui tempi dei risultati SEO. Qui interessa un’altra decisione: quale impegno puoi assumere, con quali consegne e con quali occasioni per rivedere il lavoro.
Prima di scegliere i mesi, fatti spiegare che cosa riceverai
Immagina un’azienda che vende attrezzature per laboratori. Il sito presenta i prodotti, però chi deve scegliere trova poche spiegazioni sulle differenze fra i modelli. L’azienda vuole rendere più utili quelle pagine e ricevere richieste da persone interessate alle attrezzature che vende davvero.
Una proposta può prevedere la lettura dei dati, la scelta delle prime pagine da migliorare e indicazioni per riscriverle. Un’altra può comprendere anche la preparazione dei testi, il confronto con chi aggiorna il sito e i controlli dopo la pubblicazione. Se entrambe durano sei mesi, compri comunque due lavori diversi.
Chiedi quindi di trasformare espressioni come «ottimizzazione continuativa» in attività riconoscibili. Per esempio: quali pagine verranno esaminate? Riceverai testi pronti o indicazioni da affidare a qualcuno? Le modifiche saranno pubblicate dal consulente? Che cosa verrà controllato dopo?
La proposta può lasciare spazio a nuove priorità, perché l’analisi iniziale potrebbe far emergere problemi ancora sconosciuti. Anche in quel caso dovrebbe spiegare come vengono scelti i lavori e che cosa riceverai quando una fase sarà conclusa. La flessibilità diventa utile quando sai come saranno prese le decisioni.
Per me una durata è credibile quando il professionista riesce a spiegare perché quel periodo serve al progetto. È un mio criterio di valutazione: «lavoriamo per un anno» dovrebbe essere accompagnato da una sequenza comprensibile di attività, responsabilità e controlli.
Sei o dodici mesi: guarda il lavoro che riesci davvero a sostenere
Un incarico di sei mesi può essere sensato quando le priorità sono abbastanza circoscritte e l’azienda può realizzare gli interventi previsti. Per esempio, vuole migliorare un gruppo definito di pagine, ha già le informazioni sui prodotti e dispone di qualcuno che possa aggiornarle. Il periodo può coprire analisi, modifiche e verifiche, se il piano è compatibile con il lavoro disponibile.
Dodici mesi possono avere senso quando sono previste più fasi: lavorare prima su una parte del sito, controllare ciò che cambia, usare quelle informazioni per scegliere gli interventi successivi. La continuità permette di seguire decisioni e realizzazione lungo un percorso più ampio. Occorre comunque spiegare quali lavori giustificano l’impegno aggiuntivo.
Torniamo all’azienda di attrezzature. Se vuole aggiornare poche pagine e il team è pronto, può discutere un incarico limitato a quel gruppo. Se deve riorganizzare molte famiglie di prodotti, coinvolgere più persone e procedere per gruppi successivi, un affiancamento più lungo potrebbe essere più adatto. La differenza nasce dalla quantità e dalla sequenza del lavoro.
C’è poi il caso in cui nessuno sappia ancora quale sia il problema. Impegnarsi subito per dodici mesi può lasciare troppo indefinito ciò che l’azienda dovrà fare. Può essere utile concordare prima un’analisi con una consegna precisa, poi scegliere il percorso sulla base delle informazioni emerse.
Non esiste quindi una durata giusta per tutte le aziende. E sei mesi non vanno presentati automaticamente come un periodo di prova dal quale uscire liberamente: ciò che puoi fare alla scadenza o prima deve essere chiarito nell’accordo.
Il tempo del tuo team fa parte della scelta
Supponiamo che il consulente prepari i nuovi testi delle pagine. Prima della pubblicazione, qualcuno deve confermare caratteristiche, condizioni di vendita e disponibilità dei prodotti. Se il responsabile commerciale risponde dopo un mese, la consegna dei testi e l’aggiornamento del sito avvengono in momenti diversi.
Questo passaggio conta perché il lavoro preparato deve arrivare sul sito per poter essere valutato dai visitatori e dai motori di ricerca. Se resta in un documento, l’azienda ha pagato un’attività che non ha ancora modificato ciò che i clienti vedono.
Prima di firmare, chiarisci chi approverà i materiali, chi pubblicherà le modifiche e quando lo sviluppatore potrà intervenire. Per sviluppatore intendo la persona o il fornitore che modifica il funzionamento del sito: potrebbe essere necessario, per esempio, se le pagine attuali non permettono di inserire le informazioni previste.
Una proposta sostenibile tiene conto di queste disponibilità. Se l’agenzia che gestisce il sito ha già il calendario pieno, serve decidere se ridurre il primo gruppo di lavori, prevedere altre risorse oppure spostare l’avvio. Aggiungere mesi senza affrontare il blocco rischia di prolungare l’attesa.
Anche il budget va letto in questo modo. Oltre al compenso della consulenza, considera le attività necessarie per realizzarne le indicazioni e il tempo delle persone coinvolte. Il confronto fra sei e dodici mesi cambia se una proposta lascia tutte le modifiche al tuo team e l’altra include parte dell’esecuzione.
Concorda i controlli durante l’incarico, prima di arrivare alla scadenza
Un impegno lungo può far paura perché sembra rinviare il giudizio alla fine. Per ridurre questa incertezza puoi concordare momenti di confronto lungo il percorso. Devono servire a prendere decisioni, oltre che a mostrare numeri.
Al termine dell’analisi iniziale, per esempio, dovreste poter scegliere quali pagine lavorare prima e sapere perché. Dopo la pubblicazione, dovreste controllare che gli interventi siano stati eseguiti correttamente. In un confronto successivo potreste valutare ciò che sta cambiando e decidere se continuare sulla stessa strada o modificare le priorità.
Per l’azienda di attrezzature, il primo controllo potrebbe far emergere che mancano informazioni sulle differenze fra i modelli. Il secondo potrebbe mostrare che i testi sono pronti, però alcune pagine devono ancora essere aggiornate. Sono situazioni diverse: nella prima bisogna raccogliere informazioni, nella seconda sbloccare la pubblicazione. Un generico «siamo al terzo mese» non aiuta a distinguerle.
La cadenza va concordata in base al progetto. Per ogni confronto chiedi quale materiale riceverai, chi dovrà partecipare e quale decisione sarà possibile prendere. Chiarisci anche che rivedere le priorità durante l’incarico non significa automaticamente modificare durata, compenso o condizioni di uscita: sono aspetti da discutere separatamente.
Attività escluse, costi extra e conclusione vanno chiariti all’inizio
Durante il lavoro può emergere un intervento non previsto. Nell’esempio delle attrezzature, lo sviluppatore potrebbe dover modificare il modello delle pagine per aggiungere un confronto fra prodotti. Prima di autorizzare la spesa, serve ricostruire che cosa comprendeva l’accordo e perché questo lavoro viene proposto a parte.
Chiedi una spiegazione scritta che riporti il motivo dell’intervento, le attività aggiuntive, il costo e chi lo realizzerà. Chiedi anche quali alternative esistono e che cosa comporta rimandare. Potreste inserire le informazioni nelle pagine esistenti e rinviare la nuova funzione, se questa soluzione risponde al bisogno senza introdurre altri problemi. Oppure il limite del sito potrebbe rendere necessaria una modifica prima di proseguire.
La decisione dovrebbe restare documentata, con l’approvazione della persona autorizzata dall’azienda. In questo modo una nuova richiesta non si confonde con le attività già comprese e resta visibile il suo effetto sul budget e sul calendario.
Prima della firma chiarisci anche che cosa succede alla fine: come viene deciso il rinnovo, se è previsto un rinnovo automatico, entro quando comunicare una scelta diversa e quali materiali verranno consegnati alla conclusione. Chiedi inoltre come sono regolati eventuali interruzioni anticipate e i relativi costi. Sono domande operative da portare al fornitore; per interpretare clausole o risolvere dubbi giuridici serve un professionista legale.
Il confronto sul rinnovo dovrebbe arrivare in tempo utile per decidere secondo le condizioni concordate. Sul tavolo metterei il lavoro svolto, quello rimasto, gli obiettivi cambiati e le risorse disponibili. Da lì può emergere la scelta di continuare, proporre un incarico diverso o concludere. Nessuna di queste decisioni dovrebbe essere data per scontata solo perché il rapporto è già avviato.
Le domande da inviare prima di accettare la proposta
Se il numero di mesi resta il punto più difficile da valutare, puoi chiedere al consulente di completare il quadro. Queste domande riassumono ciò che serve a confrontare durata, consegne e impegno dell’azienda:
- Quale lavoro copre il periodo proposto? Vorrei capire le prime attività, ciò che riceveremo e perché servono sei o dodici mesi.
- Che cosa dovremo fare noi? Chi raccoglie le informazioni, approva i materiali, aggiorna il sito e verifica i lavori?
- Quando faremo il punto? Quali consegne e decisioni sono previste durante l’incarico?
- Quali costi restano fuori? Come saranno spiegate e autorizzate le attività aggiuntive?
- Che cosa succede alla scadenza o se il progetto cambia? Quali condizioni regolano rinnovo, eventuale interruzione e consegna dei materiali?
Se devi confrontare anche il contenuto di proposte diverse, nell’articolo su come scegliere un consulente GEO e capire che cosa stai pagando trovi un esempio di confronto fra attività, costi e lavoro lasciato all’azienda.
Tornando alla proposta iniziale, il dubbio sui dodici mesi merita una risposta che tu possa verificare. Dovresti poter spiegare a un collega quale lavoro state acquistando, perché richiede quel periodo e come manterrete il controllo mentre viene svolto.
Se vuoi affrontare questa scelta con me, nella pagina sulla consulenza SEO trovi come lavoro. Raccontami obiettivi e disponibilità per costruire un impegno sostenibile. Indicami il sito, il risultato che vorresti ottenere, chi può seguire il progetto in azienda e quali risorse avete per realizzare le modifiche. Da queste informazioni possiamo capire quale percorso abbia senso, prima di scegliere quanti mesi scrivere nella proposta.