Hai fissato una call con un consulente SEO. Manca poco all’incontro e compare un dubbio: «Che cosa devo raccontargli?». Il sito ha diversi problemi, in azienda ognuno li descrive in modo diverso e tu temi di arrivare senza le parole giuste.
Puoi presentarti senza conoscere il linguaggio tecnico. La SEO è il lavoro che aiuta un sito a farsi trovare e comprendere nei motori di ricerca. Durante una prima call, il consulente dovrebbe tradurre la situazione dell’azienda in domande da approfondire. Il tuo compito è rendere visibili il progetto, gli ostacoli e le risorse disponibili.
Questo passaggio incide sulla proposta che riceverai. Se dici soltanto «voglio più visibilità», il consulente può immaginare molte attività diverse. Potrebbe pensare ai contenuti, a problemi tecnici del sito, alle pagine dei servizi o alla misurazione dei risultati. Se racconti che vuoi lanciare un nuovo servizio, che il sito è stato rifatto da poco e che lo sviluppatore può intervenire solo in alcune settimane del mese, il campo si restringe. La proposta può così riferirsi al lavoro che l’azienda è davvero in grado di affrontare.
La call conoscitiva serve a inquadrare il progetto e a capire quale passo abbia senso proporre. Una diagnosi completa richiede analisi, dati e verifiche che arrivano dopo, se vengono concordate. Prepararsi bene aiuta proprio a mantenere questa distinzione.
La call parte dall’azienda, prima ancora che dal sito
La guida ufficiale di Google sulla scelta di un professionista SEO, aggiornata il 5 giugno 2026, indica un segnale semplice: il consulente dovrebbe interessarsi all’azienda e fare domande su ciò che la rende particolare, sui concorrenti, sul ruolo della ricerca e sul modo in cui i clienti la trovano.
Queste domande vengono prima dell’elenco degli errori tecnici perché danno un significato al lavoro. Una pagina che riceve poche visite può rappresentare un problema grave se sostiene un servizio importante. Può anche essere una pagina secondaria, con scarso peso commerciale. Il numero, da solo, non permette di scegliere.
Per questo conviene preparare il racconto partendo da tre elementi: che cosa vende l’azienda, a chi lo vende e quale cambiamento vuole ottenere. Non occorre una presentazione perfetta. Servono informazioni abbastanza chiare da evitare che il consulente costruisca una proposta su presupposti sbagliati.
Racconta prima il lavoro che vuoi far crescere
Immagina un’azienda che produce packaging personalizzato per piccoli marchi alimentari. Il titolare apre la call dicendo: «Vorremmo migliorare la SEO del sito».
Il consulente sa che esiste un interesse, ma gli mancano ancora le informazioni che orientano il progetto. L’azienda vuole ricevere richieste da produttori che ordinano piccole quantità? Vuole entrare in contatto con imprese più grandi? Ha bisogno di far conoscere un nuovo materiale? Queste direzioni portano a pagine, ricerche e prove diverse.
Un racconto più utile potrebbe essere questo: «Produciamo confezioni personalizzate per aziende alimentari. Oggi riceviamo soprattutto richieste per telefono e tramite passaparola. Vorremmo capire se il sito può aiutarci a raggiungere piccoli produttori che cercano confezioni in quantità compatibili con la nostra linea».
Adesso il consulente può fare domande sensate. Quali prodotti hanno davvero quelle quantità minime? Quali zone vengono servite? Il cliente sceglie in base al materiale, alla personalizzazione, ai tempi o alle certificazioni? Il sito contiene già queste informazioni? Ogni risposta riduce una parte dell’incertezza e prepara il lavoro successivo.
Spiega perché stai chiedendo aiuto proprio adesso
Lo stesso sito può diventare urgente per motivi diversi. Un calo improvviso delle richieste, il lancio di un servizio, un restyling in arrivo e l’ingresso in un nuovo mercato richiedono valutazioni differenti. Raccontare che cosa è cambiato permette al consulente di capire la pressione che sta guidando la decisione.
Proseguiamo con l’azienda del packaging. Negli ultimi mesi ha aggiunto una linea adatta a ordini più piccoli. I commerciali la propongono ai contatti esistenti, mentre il sito continua a parlare soprattutto di produzioni grandi. Il problema percepito è quindi preciso: l’offerta è cambiata e il sito racconta ancora la situazione precedente.
Da qui nasce una conseguenza concreta. Creare molti articoli generici sul packaging potrebbe attirare persone interessate all’argomento e lasciare poco visibile la nuova possibilità commerciale. Prima conviene verificare come viene presentata l’offerta, quali pagine possono sostenerla e che cosa cercano le aziende a cui è destinata.
Se invece l’urgenza nasce da un calo delle vendite nelle prossime settimane, va detto con altrettanta chiarezza. I tempi della SEO possono essere incompatibili con un bisogno commerciale immediato. Il consulente deve saperlo per evitare di presentare l’attività come una risposta certa a una scadenza che non può controllare.
Porta ciò che avete già provato, anche quando è incompleto
Molte call partono dopo tentativi rimasti a metà. Sono stati pubblicati alcuni articoli. Un’agenzia ha modificato i titoli delle pagine. Il sito è stato rifatto. Esiste un report che nessuno riesce a interpretare. Queste informazioni evitano di ripetere lavoro e aiutano a riconoscere i punti ancora aperti.
Puoi preparare un elenco breve con attività, periodo e risultato osservato. Per esempio:
- restyling pubblicato a marzo;
- cinque articoli scritti dal team interno;
- pagine dei prodotti aggiornate soltanto nei testi iniziali;
- dati delle visite disponibili, senza un collegamento chiaro con le richieste commerciali;
- nessun controllo recente sulle ricerche con cui le persone arrivano sul sito.
La frase «non ha funzionato» richiede un passaggio in più. Che cosa vi aspettavate? Che cosa avete osservato? Quanto tempo è trascorso? Per l’azienda del packaging, «non ha funzionato» potrebbe significare che gli articoli ricevono visite e le richieste sulla nuova linea restano rare. Questa descrizione permette di formulare verifiche. La sola conclusione non mostra ancora la causa.
Se possiedi documenti, porta i più utili: proposta precedente, report recenti, elenco delle pagine lavorate e informazioni sulle richieste ricevute. Non serve consegnare ogni archivio durante il primo incontro. Basta spiegare che cosa esiste e chi può recuperarlo.
Chiarisci chi può lavorare sul progetto
Una proposta può essere corretta sulla carta e diventare impraticabile quando nessuno riesce a realizzarla. Il consulente deve quindi conoscere le risorse disponibili.
Spiega chi gestisce il sito, chi approva i contenuti e chi conosce clienti e prodotti. Se c’è uno sviluppatore esterno, indica che tipo di interventi può fare e con quali tempi. Se il responsabile marketing segue già molte attività, rendi visibile quanto spazio può dedicare alla raccolta dei materiali e alle approvazioni.
Nel nostro esempio, il commerciale conosce le domande dei piccoli produttori, il responsabile di produzione può confermare materiali e quantità, mentre una software house gestisce il sito. Il consulente può così proporre un percorso che assegni a ciascuno un compito realistico. Senza questo quadro, rischia di consegnare una lista di modifiche che resterà ferma.
Parla anche dei vincoli economici con il grado di precisione che puoi condividere. Un budget definito permette di scegliere un primo perimetro. Se il budget deve ancora essere approvato, spiega chi decide e quali informazioni servono per ottenere il via libera. Sono due situazioni diverse e portano a proposte diverse.
Di’ quale decisione vuoi poter prendere dopo la call
Una prima conversazione diventa più utile quando ha un punto di arrivo. Potresti voler capire se serve un’analisi del sito, se esiste un problema abbastanza preciso per iniziare, quali persone coinvolgere o quale materiale raccogliere prima di ricevere una proposta.
Puoi dirlo in una frase: «Alla fine della call vorrei capire quale problema vale la pena analizzare per primo e che cosa vi serve per formulare una proposta».
Questa richiesta protegge entrambe le parti. L’azienda sa che cosa deve ottenere dall’incontro. Il consulente può dichiarare quali domande riesce a chiarire subito e quali richiedono un incarico di analisi. La call rimane conoscitiva e strategica. Non assume il peso di un audit SEO, cioè di un’analisi strutturata del sito, svolto senza dati o verifiche sufficienti.
La mia opinione è semplice: una buona call non deve impressionare il cliente con una diagnosi istantanea. Deve portare il progetto da un problema raccontato in modo confuso a un prossimo passo comprensibile.
Un promemoria da preparare prima dell’incontro
Puoi raccogliere le informazioni in una pagina. Questa traccia segue l’ordine con cui il consulente può collegare la situazione alla proposta:
| Che cosa preparare | Che cosa raccontare | Perché cambia la proposta |
|---|---|---|
| Offerta e clienti | Che cosa vendete, a chi e quale parte dell’offerta volete sostenere. | Definisce quali ricerche, pagine e percorsi meritano attenzione. |
| Motivo della richiesta | Che cosa è cambiato e perché il tema è diventato importante adesso. | Fa emergere urgenza, rischi e priorità. |
| Lavoro già svolto | Attività fatte, documenti disponibili e risultati osservati. | Riduce duplicazioni e mostra quali ipotesi devono essere ancora verificate. |
| Persone e risorse | Chi gestisce sito, contenuti, dati, approvazioni e sviluppo. | Permette di proporre attività eseguibili e responsabilità chiare. |
| Vincoli | Scadenze, budget, periodi di fermo e dipendenze da fornitori. | Aiuta a scegliere un perimetro sostenibile. |
| Decisione da prendere | Che cosa vuoi poter decidere dopo la call e dopo l’eventuale analisi. | Collega il lavoro a un prossimo passo concreto. |
Se qualche voce è ancora vuota, scrivilo. Anche l’assenza di dati, materiali o responsabilità è un’informazione utile: può diventare il primo ostacolo da affrontare.
Che cosa aspettarsi alla fine della call
Dopo avere ascoltato il contesto, il consulente può arrivare a esiti diversi. Può riconoscere un problema abbastanza definito da preparare una proposta. Può chiedere alcuni documenti prima di stabilire il perimetro. Può suggerire un audit, quando le cause possibili sono molte e serve analizzare il sito. Può anche spiegare che il bisogno immediato richiede un altro tipo di intervento.
Questi esiti sono utili quando vengono motivati. Dovresti capire che cosa è emerso, quali informazioni mancano, quale lavoro viene proposto e che cosa dovrà fare l’azienda.
La fase successiva riguarda il confronto della proposta, dei costi e delle responsabilità. Per quella decisione puoi leggere come capire che cosa stai pagando quando scegli un consulente GEO: il tema è vicino, ma appartiene a un momento successivo rispetto alla preparazione della call.
Nel mio percorso, il contatto iniziale porta a una call conoscitiva e strategica. Da lì preparo una proposta quando il problema, il perimetro e le condizioni del lavoro sono abbastanza chiari. Se vuoi presentarmi il contesto, trovi anche come lavoro nella pagina sulla consulenza SEO.